MESSALE IN FRIULANO: LEVATA DI SCUDI UNANIME DOPO LA MANCATA APPROVAZIONE

di Christian Romanini

— Ha suscitato grande clamore lo stop all’approvazione della Tertia Editio Typica del Messal Roman par furlan (Messale Romano in friulano): mercoledì 15 novembre la Conferenza Episcopale Italiana, riunita ad Assisi per la 78a Assemblea generale straordinaria, ha votato per l’approvazione del Messale in lingua friulana, ma la votazione Cei, pur avendo superato la maggioranza assoluta dei membri della Conferenza stessa, non ha raggiunto la maggioranza qualificata di due terzi dei membri della CEI, necessaria per l’approvazione.

Il Presidente della Regione Autonoma Massimiliano Fedriga ha scritto al presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Maria Zuppi, esprimendo il proprio rammarico per la mancata approvazione del Messale in lingua friulana, “frutto di un lavoro attento e scrupoloso svolto da oltre 15 anni dalle tre Diocesi interessate (Concordia-Pordenone, Gorizia e Udine, che ha coordinato i lavori)” ha scritto il Presidente Fedriga che nella sua lettera continua “Le rassicurazioni che il Suo predecessore, il Cardinale Gualtiero Bassetti, aveva dato in occasione della presentazione de Sacri Testi in lingua friulana, svoltasi a Udine nel gennaio 2019, ci aveva confortato e resi sicuri circa un esito positivo della annosa vicenda”.

Sulla stessa onda anche il Presidente del Consiglio Regionale FVG Mauro Bordin che parla di “Un’occasione persa. Il friulano è la nostra lingua e siamo convinti che il messale in friulano sarebbe un elemento di forza”, ha affermato il massimo esponente dell’Assemblea legislativa, aggiungendo: “Credo ci siano le condizioni affinché in futuro la scelta sia diversa. Tra l’altro la votazione è stata favorevole, purtroppo senza raggiungere il quorum necessario”. Bordin ha auspicato un’ulteriore riflessione per giungere a una scelta diversa: “Nel frattempo il Consiglio regionale del Fvg non mancherà di far sentire la propria voce sostenendo l’azione anche dei nostri vescovi che si sono battuti in tal senso in questi anni”.

E se centinaia di sindaci scrivono alla Cei, l’Arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato che da oltre dieci anni si è speso per l’approvazione si dichiara fiducioso “L’interlocuzione continua con la Santa Sede” in particolare con il Dicastero per il Culto divino del Vaticano, che ha il compito di sovrintendere alla liturgia. Confronto confermato dallo stesso Presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, che ha assicurato che la Conferenza Episcopale Italiana terrà aperto il dialogo con il Dicastero per il Culto divino e della Disciplina dei Sacramenti e con i tre Vescovi di Udine, Gorizia e Concordia-Pordenone, al fine di valutare un ulteriore iter per arrivare all’approvazione del Messale in lingua friulana.

A sinistra, pre Romano Michelotti (presidente di Glesie Furlane) e mons. Roberto Bertossi (già presidente di Glesie Furlane)

Un elemento di novità va però sottolineato: volendo guardare il “bicchiere mezzo pieno” questo stop ha contribuito alla nascita di un moto d’orgoglio popolare perché oltre alla presa di posizione di istituzioni civili, religiose e culturali, l’opinione pubblica si sta esprimendo unanimente a favore della lingua friulana, come poche altre volte si era espressa, anche in forza dei molti canali social on line che sono stati letteralmente inondati dai commenti di molti cittadini favorevoli all’uso del friulano, anche nella liturgia. Un situazione ben diversa dal 2017 quando venne presentato il documentario “Missus, l’ultima battaglia” come ha evidenziato il regista Massimo Garlatti-Costa “Cinque anni fa ho riscontrato molte resistenze per la proiezione di Missus che racconta questa battaglia dei preti friulani, tanto da dover organizzare un ‘Missus Tour’ in Italia tra le varie minoranze linguistiche prima di tornare in Friuli”. Nel suo commento pubblicato on line Garlatti-Costa continua “Ricordo che, oltre a noi che avevamo lavorato nel film, c’erano solo due sardi e due veneti a difendere il diritto dei friulani di dir messa in marilenghe, dei “furlans” purtroppo non c’era traccia, sembrava essere un argomento “da predis” e non di interesse della comunità friulana più ampia. La mia sorpresa al tempo era quindi il quasi totale disinteresse e la totale assenza di partecipazione dei friulani, totalmente indifferenti a difendere il loro diritto alla preghiera nella madrelingua, che ho sempre ritenuto essere fondamentale per un popolo e che deve essere difeso sia dai credenti che dai non credenti”.

Glesie Furlane, appena appresa la notizia dell’ennesima bocciatura del “Messâl Roman par furlan” dopo oltre cinquant’anni di impegno per fornire al popolo friulano gli strumenti liturgici per l’uso della lingua friulana in chiesa ha organizzato una messa in lingua friulana per domenica 26 novembre a Villanova di San Daniele del Friuli e ha subito diffuso un comunicato stampa che riportiamo interamente.

 


GLESIE FURLANE CELEBRA UNA MESSA IN FRIULANO PER “RINGRAZIARE” LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA (CEI)

Prendiamo atto della decisione della Cei e per “ringraziare” i vescovi italiani che hanno votato contro all’approvazione del Messâl Roman par furlan celebreremo una messa in lenghe furlane domenica 26 novembre 2023 alle ore 15.00 nella chiesetta di san Giacomo, sulle rive del Tagliamento, a Villanova di San Daniele (si accede da Via Zara): pregheremo in lingua friulana, col Messâl par furlan sull’altare, come facciamo da oltre 50 anni e lo faremo con tutti coloro che vorranno pregare insieme a noi (NELLA FOTO: A sinistra, pre Romano Michelotti, attuale presidente di Glesie Furlane, e a destra mons. Roberto Bertossi, già presidente di Glesie Furlane).

Il Messale in friulano è stato bocciato nuovamente dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana composta da 231 vescovi).

Dopo la prima bocciatura di 17 anni fa al Messale in friulano è stato nuovamente negato l’avallo dei vescovi italiani: era necessaria la maggioranza qualificata dei 2/3 che significa che sarebbero serviti i due terzi degli aventi diritto (154 su 231 totali); il risultato è stato ben diverso: 173 votanti di cui 114 a favore, 50 contrari e 9 astenuti.

La posizione della CEI non ci sorprende affatto, ma ci rimane l’amarezza per il duro lavoro portato avanti in questi oltre 50 anni per il riconoscimento del Messale in lingua Friulana.

Per trenta anni ci hanno detto che la lingua friulana non era una lingua riconosciuta dallo Stato: come se la liturgia religiosa (della Chiesa) dovesse dipendere dalla legislatura laica di uno stato.

Quando nel 1999 è stata approvata la legge n 482 che tutela le minoranze linguistiche storiche, ci hanno fatto attendere altri 17 anni perché la Tertia Editio Typica doveva essere tradotta prima in italiano: come se una lingua minoritaria come il friulano non potesse avere la traduzione prima della lingua italiana.

Quando anche l’italiano è arrivato al termine della traduzione, a inizio 2023 ci hanno obbligato ad aggiungere le traduzione di tutte quelle parti aggiunte alla versione italiana che non ci sono in latino: come se il nostro Messâl par furlan non dovesse dipendere dalla versione ufficiale latina, ma dalla traduzione italiana

Ora ancora uno stop: è un nuovo segnale, se ce ne fosse il bisogno, del clima altamente negativo verso le lingue minoritarie e la mancanza di attenzione verso i loro parlanti.

E mentre la “Chiesa di palazzo” continua a negare al popolo friulano un sacrosanto diritto, negando l’autorizzazione al Messâl Roman par furlan, la società civile sembra essere più attenta della gerarchia religiosa: ringraziamo i molti rappresentanti delle istituzioni amministrative e culturali regionali, e non solo, che da più parti si sono sollevate in un coro unanime stigmatizzando il rifiuto della Conferenza Episcopale Italiana.

Appuntamento quindi domenica 26 novembre 2023 alle ore 15.00 nella chiesetta di san Giacomo, sulle rive del Tagliamento, a Villanova di San Daniele (si accede da Via Zara).

 

GLESIE FURLANE su internet www.glesiefurlane.org e www.facebook.com/glesiefurlane

CHIESA DI SAN GIACOMO A VILLANOVA DI SAN DANIELE SU GOOGLE MAPS:

https://bit.ly/GlesieFurlaneSanGiacomoVillanova 

  


AVVIATA ANCHE UNA PETIZIONE ON LINE, IN POCHE ORE SUPERALE LE 1000 FIRME

Continua il clamore per la bocciatura del Messâl par furlan (Messale in friulano): la decisione della Conferenza Episcopale Italiana ha provocato una reazione di istituzioni e di popolo.

Dopo i molti interventi dei rappresentanti di enti religiosi e civili, anche dal basso si è levata una voce unanime che richiede l’approvazione del Messâl par furlan: è stata avviata una raccolta firme on line sulla piattaforma Change.org accessibile tramite il link https://bit.ly/PetizionePerMessaleLinguaFriulana.

L’iniziativa è di Christian Romanini di Campoformido (UD), direttore dell’Anuari di Glesie Furlane (www.glesiefurlane.org), “Non si tratta di imporre il Friulano a chi non lo capisce, o a chi non gli interessa” commenta Christian Romanini “Si tratta semplicemente di completare un iter che già vede la Bibie par furlan, il Lezionari approvati e molti altri testi anche musicali in lingua friulana: il Friulano è già lingua liturgica. Questa è un’iniziativa che riguarda non solo la comunità dei fedeli, ma è un impegno per tutta la comunità per il rispetto del nostro diritto come popolo friulano”.

Lanciata nel pomeriggio del 19 novembre 2023, in poche ore la petizione on line è stata sottoscritta da oltre mille persone, ha ottenuto oltre diciottomila visualizzazioni, è stata condivisa oltre milletrecento volte e i numeri continuano ad aumentare attraverso i canali social (dati aggiornati al 22 novembre 2023).

Domenica 26 novembre 2023 alle ore 15 nella Chiesa di San Giacomo a Villanova di San Daniele, sulle rive del Tagliamento, Glesie Furlane celebrerà una messa in friulano, come fa sempre, da quasi 50 anni: io ci sarò e mi auguro che saremo in molti per dimostrare la nostra vicinanza a Glesie Furlane” conclude Christian Romanini.